Chi siamo

 

L'Osteria "Lecci Piccinnu", è una attività a conduzione familiare,  situata ad Avetrana ed è stata realizzata in una casa del 1830 che conserva ancora il tipico soffitto a stella. Qui serviamo il "Menù a Km zero".  A “Km zero” perché gli alimenti, selezionati nelle imprese locali  orientate alla qualità e coltivati nei nostri campi,  non  compiono lunghi viaggi dal luogo di produzione a quello di consumazione, cioè non supera 1 Km . Un contributo concreto alla diffusione delle tipicità stagionali del territorio (vino, insaccati, formaggi, frutta, verdura) e al rispetto dell’ambiente, perché con i prodotti a km zero si riduce il numero dei veicoli sulle strade.

L'osteria "Lecci Piccinnu" è stata inaugurata per la prima volta il 6 Giugno 2007; il 6 agosto 2007 ha organizzato la Prima Sagra di lu purpu alla pignata  (sagra del polpo alla "pignata"), che ha riscontrato un grande successo, richiamando oltre 2000 visitatori tra turisti e abitanti dei paesi limitrofi.

La Storia di Avetrana

Avetrana è situata al centro del Salento. Essa, infatti confina con le province di Lecce, Brindisi e Taranto, ritrovandosi perciò  nel cuore culturale di tale regione. I paesi limtrofi ad Avetrana sono: Manduria (Terra del Vino Primitivo), Erchie, San Pancrazio Salentino, Salice Salentino, Torre Colimena (località marittima a pochi Km da Avetrana).  Il suo nome origininario è "Vetrana". Nel 1481 passò alla signoria dei Pagano, come dote di Colella o Ippolita, figlia di Francesco Montefuscoli, sposa a Galeotto Pagano. Sotto i Pagano si iniziò la costruzione della n chiesa matrice (prima chiesa) e delle mura.. Sotto la signoria dei Pagano il territorio fu teatro di alcuni scontri: presso il casale di San Giuliano (probabilmente l'odierna "masseria San Paolo"), truppe imperiali di Carlo V furono sconfitte da un contingente francese. Nel 1547 pirati turchi sbarcarono presso Torre Colimena. Nel 1587 Avetrana fu venduta da Carlo Pagano a Giovanni Antonio Albrizi, che diventò il signore di Avetrana. Il castello nel 1644 era in proprietà del vescovo Geronimo di Martino e nel 1656 passò ai Romano e successivamente, divenne proprietà di Michele imperiale, marchese di Oria e principe di Francavilla. Nel 1782, Avetrana passò al fisco regio e da questo venduta a Massenzio Filo, rimanendo in proprietà della famiglia fino all'abolizione della feudalità nel 1806. Rimasero di proprietà della famiglia fino agli inizi del Novecento diversi possedimenti, tra cui il palazzo, in seguito ceduti al loro amministratore e frazionati in numerose proprietà.

"Torrione, resti di un castello di probabili origini normanne (1050-1070, durante la conquista normanna della Puglia), ma attestato con sicurezza solo a partire dal XIV secolo.

Chiesa Madre", ricostruita tra il 1743 ed il 1756, dopo che un più antico edificio con pianta absidata (del XV - XVI secolo) era stato distrutto dal terremoto di Nardò.

Palazzo Imperiale, che fu edificato dai Pagano e fu in seguito ampliata e modificata dagli Albrizzi: questa parte più antica si affaccia su largo Cavallerizza e presenta uno stemma gentilizio su uno degli accessi.